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Salute globale: bene comune e diritto umano fondamentale

Si è tenuto mercoledì 13 aprile il talk Salute globale: bene comune e diritto umano fondamentale”, organizzato nell’ambito del progetto “Europe4future”.

Ha introdotto l’incontro Marilù Mastrogiovanni, fondatrice e presidente del Forum of Mediterranean Women journalists.

Sono intervenute:

Stefania Burbo, Network italiano Salute Globale;

Maria Grazia Panunzi, Aidos;

Valentina Mangano, Centro Interdisciplinare Scienze per la pace;

Ha moderato l’incontro

Barbara Bonomi Romagnoli, press officer del Network Salute Globale.

Secondo Stefania Burbo, del Network italiano Salute Globale, il Covid ha evidenziato che non siamo ancora pronti in termini di pandemic PPR, ossia in termini di prevenzione e rafforzamento dei sistemi sanitari pubblici. Per far sì che la salute sia un diritto globale, ha affermato, “abbiamo bisogno di maggiori risorse anche per la cooperazione multilaterale e di raggiungere la copertura sanitaria universale”.

Maria Grazia Panunzi, di Aidos, ha sollevato il problema della mancanza di sensibilizzazione sulla salute sessuale e riproduttiva di donne e ragazze, che, secondo l’esperta, ha bisogno di essere comunicata meglio. A tal fine, ha detto, progetti europei come “Mind the Gap” sono importanti per combattere contro gli stereotipi e i pregiudizi. Ha ricordato che è stata realizzata anche una guida per lavorare in ambito educativo così da rafforzare la capacità delle figure professionali e delle altre figure adulte, a contatto con le bambine e i bambini, di individuare e decostruire gli stereotipi di genere.

Valentina Mangano, del Centro Interdisciplinare Scienze per la pace, ha poi acceso un faro su come guerre e conflitti mettano a rischio non solo la salute umana ma anche quella ambientale e animale. E’ pertanto necessario, ha detto, comprendere l'importanza dell'approccio One Health, che indica la connessione fra noi e l'ecosistema che ci circonda. Per Mangano, per costruire la pace è necessario non solo studiare i conflitti ma indagare anche da un punto di vista scientifico il peso delle diseguaglianze, della scarsità di risorse e disparità nell’accesso ad esse, dei cambiamenti climatici e gli effetti sulla biodiversità.

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