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Europe4future: “Telemedicina nei paesi UE: una rivoluzione nel diritto alla salute”

Il settimo webinar organizzato in diretta streaming dal forum Europe4Future il 28 Luglio, dal titolo “Telemedicina nei paesi UE: una rivoluzione nel diritto alla salute”, vanta il contributo di Daniela Antelmi, Sales engineer presso Predict Healtcare; Daniela Antelmi , Responsabile Marketing e Comunicazione di Infocom; Igor Venanzoni, Key account manager presso CompuGroup Medical Italia. Ha moderato il seminario sulla Telemedicina nei paesi dell’UE ancora visionabile sui canali social, il giornalista scientifico Mario Maffei.

Intesa come una rivoluzione non solo tecnologica, ma anche nel diritto dei paesi dell’Unione Europea, la Telemedicina si presenta come una disciplina capace di dare grandi speranze ma anche preoccupazioni a medici e pazienti. Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Il dibattito presenta brevi osservazioni e porta a dirette soluzioni, grazie a tre testimonianze molto diverse che portano nella discussione soluzioni efficienti ed efficaci, di grande impatto e con l’ambizione e la capacità di mettere in condizione di sviluppo ed implementazione della telemedicina gli organi istituzionali.

Il dibattito parte con un tema molto concreto affrontato da Igor Venanzoni di CGM, che opera in molteplici contesti medici tra privati, professionisti, ospedalieri, illustrando un sistema di telemedicina che risponde a tutti i criteri normativi del caso e declinato su tutta la loro variegata clientela.

I casi di applicazione dello strumento possono essere sintetizzati in due grandi settori: 1. Quando vengono impiegati per completare il percorso del paziente. Per esempio, una volta dimesso dall’ospedale, nel tempo tra dimissione e visita c’è un gap di informazioni sul paziente per il medico, e la telemedicina intesa come tele-monitoraggio di una paziente domiciliato, può colmare tale carenza di informazioni e fare da contraltare al trend di dimettere il prima possibile il paziente per lasciare posti liberi negli ospedali. 2. Quando è preferibile ricevere servizi di visita a casa. Se oggi posso fare una visita privatamente o presso un poliambulatorio, tramite telemedicina posso ricevere tali servizi a casa. Fornendo un kit all’infermiere presente a domicilio, il medico può a distanza monitorare i risultati in via telematica. È una soluzione non solo adatta a situazioni semplici, ma anche a pazienti fragili che, per esempio, che non possono spostarsi.

La telemedicina è un fenomeno oggi in crescita, applicato in svariati ambiti della medicina, ma dubbi e scetticismi sussistono. Dobbiamo aspettarci che la crescita vera debba ancora avvenire, con soluzioni capillari sul nostro territorio.

Daniela Antelmi interviene illustrando una soluzione tecnologica relativa la realtà aumentata. L’esperta rappresenta una azienda nata per la commercializzazione di tecnologia per la diagnostica visuale, e oggi si sta muovendo in innovazione con strumenti come i due progetti di cui ci parla nello specifico.

Optip è una tecnologia nata per offrire assistenza tecnica tramite visori tra due utenti a distanza, con il supporto della realtà aumentata. I visori sono gli stessi usati in ambito videogiochi, migliorati per consentire al medico di interagire da remoto per consulenza e didattica. È usato anche dai chirurghi in sala operatoria, più esperti-specializzati dall’altra parte del mondo guidano così i colleghi nei casi anche complessi.

Optip è anche per le applicazioni di telemedicina, assistenza a distanza su un paziente magari a casa e per supportare chi se ne prende cura nella quotidianità”.

La tecnologia usata dai medici tramite Optip si serve di strumenti come Google glasses indossati da infermerieri o oss in collagamento, che condivide il campo visivo con il medico. Si ha così la condivisione in tempo reale di tutti i parametri acquisiti, consente il processo di ospedalizzazione a vantaggio dello stesso. La conseguenza è un miglioramento della qualità dei servizi e più spazio negli ospedali.

Il secondo strumento illustrato dalla Antelmi è una piattaforma di intelligenza artificiale integrata all’interno di un robot. La robotica nella telemedicina, impiegata per esempio in un ospedale ad Otranto attraverso il robot Aphel che intrattiene i bambini, ha capacità di riconoscimento facciale e sa assumere atteggiamento personalizzato, registrare le reazioni poi valutabili dal personale medico.

“Questa tecnologia ha riscontrato feedback positivi anche in un’altra struttura con ragazzi affetti da autismo. Infine anche nel reparto radiologia all’Aquila, è stata impiegata per l’accettazione, accompagna nelle sale dell’ospedale, si sincronizza con i reparti negli esami diagnostici. I robot non vogliono sminuire il lavoro del personale infermieristico, ma al contrario lo libera dagli obblighi di routine. In prospettiva lo pensiamo a casa di un anziano per avere un monitoraggio continuo ed efficace della persona.”

Da robotica a software sofisticati, con meccanismi di monitoraggio e visori legati alla telemedicina, Beatrice Rollo di Infocom ha altre soluzioni da raccontare. Il sistema di cui ci parla è stato esclusivamente progettato da Infocom per il monitoraggio di parametri biomedicali, e rappresenta soluzioni ideali per le cure domiciliari, per consentire ad enti locali servizi domiciliari e di mobilità.

Si tratta di Software, dispositivi medici bluetooth e app che monitorano parametri medici come glicemia, pressione arteriosa “…in alternativa sarebbe possibile seguire queste misurazioni con il propri dispositivo, inserendo poi manualmente i dati. Formidabile alleato della comunità intera, specie nel periodo pandemia: basti pensare che il personale sanitario evita di infettarsi e le persone annullano lunghe attese e rischi collegati al contagio.” Spiega la responsabile.

“È una vera e propria rivoluzione impensabile fino a pochi anni fa. Per favorire l’avvicinamento della comunità, la soluzione studiata si avvale di una grafica intuitiva e l’esperienza è resa gradevole, grazie all’assistente virtuale. Come un amico dell’utente, rassicura e ricorda quando effettuare le analisi, e può somministrare un questionario, così che l’utente manifesti le proprie necessità.

Inoltre offre la possibilità di far scattare alert a cui sono destinati familiari, medici, infermieri; con possibile periodo di tolleranza, se preimpostato. In questa maniera anche un malato per esempio cronico, in viaggio, che ha necessita di comunicare parametri medici, è sempre monitorato. Ci sarebbe molto altro ma chiudo sperando che quando esposto sia sufficiente intanto per capire la portata della soluzione.”

Le tre proposte sembrano usare concetti che rispondo ad esigenze simili, come la riduzione dei costi per l’ospedale, la possibilità dei medici di confrontarsi. Su questi benefici ci sono 4 milioni di euro nel piano nazionale di resilienza, che ha diverse voci e la telemedicina è tra queste.

Il giornalista chiede ad Igor Venanzoni una visione riguardo gli elementi di timore percepiti in termini di fruizione da parte del paziente.

Venanzoni risponde: “Il tema sul paziente non lo minimizzo, ma penso si risolva. Le soluzioni studiate consistono in interfaccia sempre più semplici (una loro app silente misura tutto automaticamente e trasmette le informazioni al medico).” Spiega quindi che al paziente è destinato uno strumento targettizzato per over 75.

Poi continua: “Viceversa lato strutture e medici c’è diffidenza e ci sono aspetti organizzativi da gestire. Logistica, personale dedicato o che possa gestire anche questa mansione. Noi stiamo cercando di portare l’esperienza nell’ospedaliero verso la specialistica (crossmediazione), perché il progetto di telemedicina sia veramente utilizzabile. Vedo più un problema organizzativo nella sanità che per il paziente”.

A Daniela Antelmi si chiede: “La pandemia non è ancora alle spalle, quindi come questi strumenti possono esserci utili?”

“Sicuramenti questi strumenti potrebbero evitare affollamenti e intasamenti negli ospedali, deleteri per i pazienti. Presidi presso guardie mediche o pronto soccorso, sono da evitare in questo periodo con i contagi Covid, ma a lungo termine la soluzione sarà utile per il decongestionamento delle strutture pubbliche. Sono d’accordo con Igor sulla questione delle resistenze, ma la soluzione si trova spiegandolo come supporto e non sostituto della medicina tradizionale e dell’amministrazione tradizionale.” Spiega relativamente all’importanza della comunicazione nel settore medico.

Rollo interviene: “Tutti eravamo diffidenti, ma la medicina evolverà in maniera naturale verso questa rivoluzione, sono convinta le resistenze verranno meno presto.”

Igor Venanzoni risponde alla domande: “C’è qualcosa a livello di incentivi che lo stato concede permettendo di ridurre i costi, qualcosa insomma non solo a vantaggio in termini di organizzazione, ma anche di impatto economico?”

“Sono aumentati in questi anni quasi di 10 volte, l’incentivo funziona se è di chiara interpretazione. Se manca chiarezza diventa un limite. Per esempio, sulla medicina di base c’era nel 2019 un finanziamento. Non è mai arrivato, e quindi oggi siamo in stato di attesa per capire quando e come questi soldi verranno erogati. Fino a quel momento hanno molte ragioni per non lanciarsi in strumenti innovativi, finché non arrivano gli incentivi.” “La zona grigia è un limite, meglio un sì o un no che restare bloccati. Se non si passa alla parte esecutiva il medico resta nel limbo.”

A tal proposito è d’accordo anche la Antelmi, che ritiene necessari i supporti economici per partire e conferma anche per sua esperienza quanto la zona grigia di poca chiarezza causi blocchi operativi.

Termina quindi la discussione con un ultimo giro di una battuta a testa, rispondendo brevemente al quesito: “Come immaginate la telemedicina tra 10 anni?”

Rollo: “Sarà normalità e irrinunciabile. Troppo comoda e troppo sicura, esistono già tutte le tecnologie (in tutela anche della sicurezza e della privacy) e gli accessori indossabili credo saranno la direzione che prenderemo.”

Venanzoni: “Immagino che alcuni servizi, oggi di nicchia, diventeranno di uso comune. Normale sarà il sistema di monitoraggio una volta uscito dall’ospedale e normale che il medico prescriva una cura monitorata con strumenti di telemedicina.”

Antelmi: “Sarà alla portata di tutti, semplice, gestibile, garantita da un sistema robusto, in una rete veloce, efficace, che faccia sentire i pazienti più sicuri di questi strumenti. All’ospedale potranno essere rimandati i casi complessi, casi cronici invece affidati alla telemedicina, con analisi costanti e precise.”

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