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Europe4future: “Quale green deal al sud”

Continuano le proposte destinate al Forum Europe4Future, questa volta il confronto è avvenuto durante il webinar: “Quale green deal al sud” del 22 luglio. Dalle professionalità dell’europarlamentare Rosa D'Amato (Verdi, Alleanza libera europea) attivista nelle tematiche ambientali e Daniela Spera, divulgatrice scientifica e in prima linea nelle battaglie a Taranto contro l’Ilva, sono nate due proposte specifiche: una legge sui livelli essenziali di prestazione, che permetta di attuare politiche che non lascino più indietro il sud Italia e una moratoria in caso di ripresa di vecchi progetti non più in linea con gli obiettivi di sviluppo dell’agenda europea. Infine maggiore attenzione alla regolamentazione delle attività di pesca nei mari e alla tipologia di idrogeno usato come energia rinnovabile.

Webinar del 22 luglio 2021 “Quale green deal al sud”

L’incontro è stato moderato dalla giornalista Marilù Mastrogiovanni, fondatrice del Forum of Mediterranean Women Journalists e ha visto gli interventi dell’europarlamentare Rosa D’Amato, del gruppo dei Verdi Europei – Alleanza Libera Europea e Daniela Spera, donna simbolo delle battaglie ambientaliste a Taranto contro l’Ilva, responsabile del comitato Legamjonici, divulgatrice scientifica.

Il tema: “Quale green deal al sud?” è stato determinato con l’intento di raccogliere, al termine del confronto, precise proposte inerenti il tema ambientale e la risoluzione delle problematiche particolarmente incidenti nella zona del sud Italia, da portare in Parlamento Europeo grazie al progetto EuropeforFuture.

Ha affermato Mastrogiovanni: “Partendo da un dato diffuso dalla società italiana di pediatria 2006-2018, se un bambino nasce al sud ha il 50% di aspettative di vita in meno. 200 bambini del sud si sarebbero salvati se fossero vissuti al nord. Questo azzera ogni discussione sulla transizione ecologica. L’aspetto sanitario è fondamentale, non c’è futuro se ad ammalarsi sono le generazioni su cui puntare per rilanciare il paese”. Rosa d’Amato: “Nel sud Italia, nel momento in cui troviamo i tumori nei giovani, abbiamo superato un limite, perché sono rari, se non lo sono più vi è un problema. Non vedo un approccio rispetto alla tutela della salute dei bambini che possa rappresentare un lancio effettivo del sud Italia. Questo è disarmante perché bisogna invece intervenire in maniera molto rapida, non possiamo più aspettare, soprattutto a Taranto.”

Mastrogiovanni: “Uno studio a Brindisi durato 10 anni ha messo in relazione le malformazioni congenite dei bambini con l’inquinamento ambientale. Anche a Brindisi come a Taranto esistono dei siti SIN che richiedono un intervento” .

Politica di coesione, attenzione al gap di sviluppo tra i paesi del nord e quelli del sud.

Rosa D’Amato: “ Il Professor Viesti dell’Università di Bari facendo la somma algebrica dei finanziamenti dice che in realtà i fondi del PNRR destinati al Sud sono appena il 10%. La scusa è che il Recovery deve essere speso entro il 2026 e quindi hanno riciclato progetti già messi a punto precedentemente. Come l’intervento nel settore dei trasporti che trae finanziamento da altri fondi pregressi. Abbiamo reclamato i fondi che, se sono stati destinati al sud, è stato per dei parametri, che non sono solo il PIL nel quale si rientrava (ma anche, per esempio, tasso di disoccupazione, numero popolazione-..). Sarebbe necessario rendere obbligatoria una legge sui livelli essenziali di prestazione (in materia di sanità, assistenza, istruzione, trasporto pubblico…) questo è un discorso collegato anche agli incentivi per l’imprenditoria femminile.”

Sostenibilità del piano di transazione delle aree energetiche

Daniela Spera: “L’obiettivo entro il 2035 sembrerebbe un traguardo difficile da raggiungere secondo Draghi, a rischio 350 miliardi di perdita nei settori gas e benzina. Movimento 5 stelle e Lega criticano il movimento Green Deal parlano di una minaccia del 20% del PIL, rischi per occupazione e aziende. Ad un convegno col il giornalista Nicola Porro a Bari si parlava della perdita nel settore dei carburanti, secondo Giorgetti i tempi di passaggio dai carburanti classici a quelli più ecologici sono davvero stringenti, una vera e propria condanna a morte per il settore del carburante. Tutte queste sono dichiarazioni opposte a quelle del sottosegretario del Ministero della transazione ecologica, Ilaria Fontana, che sostiene le condizioni per arrivare al 2035 con auto alimentate ad idrogeno è possibile, perché ci sono finanziamenti europei diretti ad incrementare le famose stazioni di ricarica in tutta Europa. Per essere concreti, abbiamo oggi diversi strumenti del Piano Nazionale Infrastrutturale per i Veicoli alimentati ad Energia Elettrica. Che sia il governo italiano in generale che non voglia prendere questa decisione, lo dimostra il fatto che di recente è partita la consultazione pubblica dello strumento di pianificazione dell’attività mineraria su territorio nazionale. Sul sito del ministero della transazione ecologica si parla di individuare le aree per l’estrazione di Idrocarburi in modo sostenibile. Ma dovremmo parlare di eliminare questi combustibili fossili dal piano generale”.

La proposta di Daniela Spera è quella di fare una moratoria sui vecchi progetti che non hanno più ragione di esistere: “Se parliamo di transizione ecologica, non possiamo far partire progetti che richiedono l’uso di combustibili fossili ancora per 20-30 anni.”

O si trivella nel mare o si pesca. Come valorizzare questa vocazione della pesca al sud in maniera sostenibile?

Rosa D’amato: “Il 30% delle coste europee devono essere protette, il che vuole dire che si potranno fare solo alcune attività, e certo non sono le trivelle e i gasdotti. E il 10% di queste devono essere protettissime, sono le cosiddette aree marine protette dove si può praticare solo una certa forma di ecoturismo. Ora quello che si può fare è eliminare la pesca illegale e regolare la pesca sportiva (a volte gli sportivi fanno molti più danni dei professionisti) e riattivare le energie rinnovabili. Attenzione al tipo di idrogeno, necessarie specificazioni, che non sia quello prodotto dal gas”.

Daniela Spera: “Non sarà finanziata la finta decarbonizzazione dell’Ilva di Taranto, perché quella pagina è stata stracciata definitivamente grazie alle istanze dei cittadini e una lettera aperta che ha dimostrato con i numeri che quella non era una decarbonizzazione”.

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